Quanto e come investirete nei Social Media nel 2010?

Se il 2009 è stato l’anno della scoperta e della consapevolezza e dell’interesse dell’importanza e della valenza strategica dei social media sembra che il 2010 sarà l’anno in cui le aziende finalmente tradurranno i pensieri, i ragionamenti, i Social Media Plan che hanno elaborato nel 2009 in progetti esecutivi, in attività concrete..ossia in investimenti.. Ma dove e come investire?

Ok, abbiamo già creato un Blog, creato una pagina su Facebook, un Gruppo su LinkedIn, un profilo su Twitter,un canale su Youtube, e tutto questo mi è costato relativamente poco, ora però devo capire cosa mi aspetto da loro, come distribuire tempo e risorse?   Svilupperemo un piano coordinato, creeremo  un’orchestra d’archi con 40 elementi, – in tal caso dovrei trovare un Buon Direttore d’orchestra, – oppure ad un quartetto da camera..?
insomma non è così semplice e scontato sopratutto se siamo partiti dalla tecnologia senza aver un piano in tasca per i social media..  Supponendo di seguire l’approccio di Groundswell, potremmo provare  a comprendere come abbiamo intenzione di distribuire i nostri sforzi ed investimenti sui social media rispondendo a queste 5 domande :

  1. Quanto state investendo nell’ascolto?
  2. Quanto nel dialogo, nel parlare con i vostri fan, membri, follower, advocate?
  3. Quanto state investendo nel mobilitare, entusiasmare i vostri lettori?
  4. Quanto nell’offrire loro supporto, assistenza?
  5. Quanto nel farli sentire parte del vostro mondo, della vostra azienda, coinvolgendoli realmente nella progettazione e sviluppo dei vostri nuovi prodotti?

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La mia Social Experience al WIF

Ieri ho passato una bellissima giornata al Webdesign International Festival che si è tenuto a Milano presso il NABA (Nuova Accademia delle Belle Arti); non ero mai stato al NABA, è stata una bella sorpresa: le aule sono moderne, il luogo è molto bello e spazioso  e la percezione che ho avuto è stata di grande qualità e professionalità.  Alla mattina ho fatto la mia breve presentazione su "Elementi di Social web Design", ho ascoltato poi gli interventi di Francesco Barbarani che ha parlato di MySpace e Fox TV,  ho particolarmente apprezzato l'intervento di Roberto Dadda su Wikis & Emails che ha messo in evidenza come sia davvero demenziale continuare ad utilizzare l'email come strumento per collaborare (e non per informare o comunicare), così come l'intervento di Renzo Noceti di Key2people che mi ha fatto pensare su punti di vista differenti rispetto ai Social Network e di cui ho twittato alcuni pensieri; Il pomeriggio in quanto giurato ho partecipato alla presentazione dei progetti del Web Jam Contest: è stato un inno alla creatività, passione, bravura e capacità di questi 18 gruppi di ragazzi che avevano lavorato per 24 ore consecutive al Brief: Work with web;  i partecipanti dovevano progettare un'ìinterfaccia per un motore di ricerca specializzato per la ricerca di posti di lavori (Job Search Engine); molti di loro , del resto era accennato nel brief, hanno considerato sia la possibilità di estrarre le informazioni personali del candidato direttamente dalla rete e dalle presenze, profili, pensieri sparsi qua e là nei Social Network, altri hanno pensato ad applicazioni Mobile basate sulla realtà aumentata etc.. alla fine dopo ore di discussioni e di attese abbiamo eletto i vincitori:)  insomma per me è stata davvero una bella "Social Experience, ho visto quella passione ed entusiasmo, abbastanza rara da incontrare  in contesti aziendali e nel mondo del lavoro. Un grazie e complimenti davvero a Stefano Saladino, a Sergio Toma e a tutto lo Staff di nel Segno dell'8 che ha organizzato la manifestazione; penso che metteranno in condivisione il materiale raccolto, io comincio con il condividere qui la mia presentazione, scaricabile in formato .PPT (così potete vedere anche le animazioni..).

 

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Osservatorio Multicanalità 2010 – relazione tra consumatori e media

Purtroppo non ho potuto partecipare al Convegno sulll'Osservatorio sulla Multicanalità, organizzato da Nielsen, MIP e Connexia.

 
Sono però riuscito a seguire in streaming l'intervento  della mia amica Cetti Galante che mi aveva invitato a partecipare (mannaggia a me , troppo lavoro e troppi impegni..); vi riporto qui sotto  i contenuti salienti che mi sono appuntato.
 
Cetti ci racconta i risultti tratti da un Panel  continuativo di 7000 persone..
 
Continua il Senso di fastidio per il bombardamento mediatico .. ma questo fastidio sta diminuendo
 
Ci sono tuttora barriere all’acquisto online (non fidarsi rispetto ad un pagamento anticipato)
Imparare a fidarsi di qualcosa che non si può vedere e toccare..
 
Acquisto su Internet ed i sistemi di pagamento: il 70% della popolazione non si fida d usare la carta di credito su Internet.. si pensava che le carte prepagate fossero una soluzione al problema.
 
il 20% della popolazione evoluta va a vedere i prodotti sui punti vendita e poi li acquista su Internet
La rete ha preso il ruolo di ambiente dove posso acquisir e le info di acquisto.. in rete si forma e si definisce la decisione di acquisto
Emerge quindi l'Esigenza di una nuova segmentazione: Cetti nella sua slide considera 2 assi:
-       - investimento di tempo nel processo di acquisto
-       - rassicurazione che mi è data dal punto vendita
 
LL La mappa che se ne ricava definisce 4 aree:
 
1. area della Delega: vivono consumatori che delegano, si fidano della marca, non mi occorrono troppo info
 
2. Area del Distacco: sia dal processo di acquisto sia dai media; sono già printi ad acquistare online
 
3. Area delle variabili sociali: si scambiano info, passa-parola verbale
 
4. Area Innovazione: coniuga la tecnologia con la socialità; questa è la vera innovazione
 
Ecco i cluster:
-          Gli esclusi: cluster importante per il Largo Consumo (sono i consumatori che delegano)
-          Gli Indifferenti (tradizionali coinvolti)
-          Gli Open Minded; propensi ad un’interazione nel processo di acquisto
-          I Reloaded: usano la tecnologia, sperimentano, infedeli alla marca, evoluti come reddito e cultura
Gli esclusi sono circa 10 milioni di persone, gli indifferenti e tradizionali coinvolti stanno diminuendo. Dove si migra? Verso gli open-minded e i reloaded (1,5 milioni in più).
 
È una segmentazione non legata all’età; l’unico cluster caratterizzato dall’età è quello degli eslcusi (il 64% ha + di 54 anni).
Sono le attitudini che caratterizzano i cluster e non l’età. I reloaded non sono solo giovani, ci sono 750K individui con età superiore ai 35 anni
 
Le targetizzazione basate su età ormai non sono + significative, continua Cetti.
Gli indifferenti migrano quindi verso gli open-minded e i reloaded; quando un giovane diventa indipendente e comincia prendere decisioni di acquisto va in rete a informarsi;
Anche i tradizionali coinvolti che si accostano alla tecnologia migrano verso i Reloaded
 
Ci sono 2 fenomeni esogeni che hanno influito sulla Mappa:
-               crisi mondiale
- il       progresso delle nuove tecnologie, l’ondata delle nuove tecnologie
 
La crisi attuale è sia crisi immobiliare sia crisi finanziaria: il 60% della popolazione ritiene che il suo stile di vita peggiorerà.
La crisi impatta sia sugli esclusi sia sui tradizionali coinvolti (l’italiano medio) sia
 
I cellulari della nuova generazione permettono maggiore rapidità di connessione, quante cose in più posso fare con i nuovi cellulari; si consultano mappe, si scaricano giochi e immagini, si socializza…
È un punto di urgenza e di luogo (sempre disponibile, sempre in caso di bisogno).
 
Gli esclusi non possono + delegare totalmente alla marca ma sono costretti a prendere informazioni.
Quindi capire se cresceranno + gli open-minded o i reloaded impatta moltissimo:
-      -  come ridisegnare i punti vendita?
-       - Come cambia il percepito della marca?
 
Tratti del consumatore del futuro: in soli 2 anni sono migrati 3 miliardi di euro dai tradizionali coinvolti ai Reloaded. Uno spostamento enorme verso i target più evoluti
Un consumatore evoluto che si accorge quando i prezzi delle marche aumentano, è un consumatore non impulsivo, razionale, attento alla qulità; è un consumatore, il Reloaded, che è disaffezionato alla marca, compra marche private, prodotti nuovi, alternativi, esteri, trattano meno le marche leader. Si deve studiare il linguaggio corretto per attrarre e incuriosire i Reloaded. I Reloaded acquistano + in promoziono perché così si divertono; il punto vendita ideale del futuro dovrà offrire info dettagliate oppure privilegiare lo svago, il divertimento, la velocità di acquisto;
 
Come cambiano quindi  le regole della comunicazione?
C’è una contaminazione delle piattaforme: la TV su Cellulare, la Radio Sulla TV…
Mi devo distaccare dalla piattaforma ma pensare ai bisogni che i Media va a soddisfare
 
Non ha più senso dire: “pianifico alla radio o sulla TV” ma bisogna partire dai Bisogni: 3 domande chiave:
-      - Dove vai quando vuoi svagarti?
-       -Dove quando vuoi informarti?
-       - Quale piattaforma ti è indispensabile?
 
 
I target tradizionali sono mono-piattaforma (TV e Internet)
Quello che fa la differenza è il contenuto, non il media, il mezzo fisico – > devo badare ai contenuti e targettizzarli; con quale bisogno si accosterà al Media?
 
È poco gradita la pubblicità invasiva sul cellulare, gradita su carta stampata,
 
Ci sono circa 16 milioni di lettori che leggono online commenti su prodotti di altri. Di questi 16 milioni,  6 milioni sono attivi;
Gli open-minded si attivano sulla rete con la voglia di trovare info, i reloaded sono i co-creatori, coloro che desiderano condividere le esperienze. Il buzz è un influenzatore delle decisioni di acquisto; il consumatore diventa testimonial dell’azienda. Tutti allora diventano testimonial.
La chiave è staccarsi dai mezzi media, puntare ai contenuti, usare e pensare in modo positivo al volano che i testimonial possono fare al posto delle aziende..

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Mia intervista su PMI e Marketing digitale

E' online da qualche giorno su 01Net (linea EDPPMI) il risultato di una piacevole chiaccherata telefonica che ho fatto con Pino Fondati qualche giornata prima di Natale; il tema su cui verteva l'intervista erano i  nuovi scenari del marketing per le Piccole Medie Imprese; abbiamo parlato del presente e del futuro e anche delle mie recenti esperienze in ambito Mobile per iphone; l'articolo non racconta proprio tutto quello che ci siamo detti ma sicuramente alcuni concetti chiave.

Ripubblico qui sotto una mia presentazione su marketing e PMi di qualche giorno fa;

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Evento Digital User Experience

Sono stato invitato  da Stefano Saladino  a partecipare  al  DuepuntoUno Festival, una Kermesse dedicata al Design ed alle nuove tecnologie,  che si terrà a Milano dal 4 al 6 febbraio presso il  presso il NABA – Nuova Accademia di Belle Arti in Via Carlo Darwin 20;

io parteciperò alla giornata del 5 febbraio all'interno della giornata dedicata alla Social Experience con un mio intervento sul Design per il Social Web; inoltre mi hanno invitato a far parte della Giuria che dovrà premiare  il vincitore del  Web Jam Contest. Insomma si prospettano giorni molto interessanti, ricchi di conferenze, workshop, contest a carattere veramente innovativo;

Leggi il  Programma della manifestazione e iscriviti (iscrizione è gratuita); è prevista anche una notte bianca (Barcamp, incontri informali tra le community del web, workshop virtuali in Second Life: tutto questo e molto altro durante la notte del contest).

Vi dirò qualcosa di più nei giorni prossimi.

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Social media Monitoring

Sono reduce dalla II Edizione del seminario sull'importanza dell'ascolto in rete che ho tenuto venerdì per IAKI; è sempre un'esperienza interessante e mutuamente arricchente quella di confrontarsi con realtà aziendali, anche molto differenti tra loro: una sorta di piccolo sondaggio sul livello di social media readiness delle aziende italiane.  Ho avuto alcune conferme dalle aziende presenti che ormai l'età della scoperta e dell'innocenza ha lasciato il posto ad una fase di consapevolezza, a volte mista con ansia e preoccupazione., che in alcuni casi darà vita a investimenti ed in progetti. 
In particolare le attività di Social media, Brand &  Buzz  monitoring, sono utili per capire come e dove partire per un'iniziativa Social Media, oltre che per le finalità precipue associati all'ascolto.
Per approfondimenti vi rimando ai post correlati.

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Today is the day

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Social Media Metrics – un processo

 Ritorno su un tema a me caro, ossia le Metriche e strumenti per i Social Media: stavo rivedendo alcune slide di ubna mia presentazione e mi sono imbattuto in questo processo:

1.Definisci metriche di successo che riflettano gli obiettivi ed il contesto aziendale
2.Definisci gli obiettivi della campagna basati su queste metriche
3.Implementa la campagna, rivedi le metriche e gli obiettivi nel tempo
4.Monitora le metriche, filtra, seleziona ed elimina le attività non soddisfacenti in base alle metriche fissate
 
Quello che a mio avviso manca in molte attività di Monitoraggio e tracking sui Social Media è la capacità di saper interpretare tempestivamente i dati ottenuti e renderli "Actionable", ossia tradurli in azione. Beh, non lo nascondo, come sempre passare dall'analisi alla diagnosi info all'azione migliorativa è la parte più difficile, e che difficilmente può essere delegata alle macchine ed agli strumenti..

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5 domande per il Social Behaviour

Comprendere il comportamento Social dei vostri clienti: questo è il tema affrontato da Charlene Li and Jeremiah Owyang di Altimeter Group; in una presentazione di qualche giorno fa, pubblicata su Slideshare: Potete anche vedere la registrazione del loro Webinar

Attenzione a chi (consulenti, Agenzie, collaboratori… sedicenti guru) avvia la tua Strategia Social partendo dalle piattaforme e tecnologie senza prima aver compreso chi sono, cosa si aspettano e come si comportano i tuoi clienti nei Social media; le 5  domande chiave:

  1. Dove sono i tuoi clienti online? Quali luoghi di conversazione frequentano? AVanno più su facebook, su Youtube, o su community specializzate? Pesca dove ci sono i pesci..
  2. Qual è il comportamento dei tuoi clienti nei social Media? In pratica cerca di segmentarli in base al social media technographics (il modello di Altimeter Group è a forma di Piramide anche se assomiglia alla scala di Forrester); quali sono le social feature che usano, amano maggiormente?
  3. Di che tipo di "social information" si fidano maggiormente? Si fidano di amici, influencer, etc.? In base a ciò si può pensare  di facilitare  programmi basati sul passa-parola, per esempio.
  4. Qual è la Social influence posseduta dai tuoi clienti? Chi si fida, chi crede in loro?
  5. In che modo i tuoi clienti usano le tecnologie social per imparare, prendere decisioni, e supportare i tuoi prodotti e servizi? In quale fase (awareness, Interest, Intention  to buy..) si affidano sopratutto ai Social Media per ottenere informazioni e per "farsi influenzare"?

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Apple iPad Tablet Concept




Apple iPad Tablet Concept

Inserito originariamente da Photo Giddy

Sarà davvero così…? Lo scopriremo il 27 di questo mese..
Voi seguirete l’evento? E dove?

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