La presentazione di Alex Giordano e Mirko Pallera, – davvero buffi a vedersi insieme, Alex dall’aria pacioccona, Mirko un po’ dandy trendy – fondatori di Ninja marketing parte subito con un video sul web 2.0 uno dei più visti su youtube e di cui, eserdisce Alex, in questi 2 giorni di convegno ancora nessuno aveva citato o mostrato. Il video si intitola : The machine is using us ed è stato realizzato dal Proff. Micke Wesh, della Kansas State University che sta facendo una serie di ricerche sulla etnografia digitale etc.
Il Proff. Wesh ha ripensato il suo lavoro ed ha deciso di traseferire i risultati del suo lavoro di ricerca in un video (questo sopra).
Tornando alla presentazione di alex e mirko, la prima affermazione ad effetto, da parte di chi professa una (nuova) strada al marketing, quella del marketing non convenzionale, è proprio che ” il marketing convenzionale non esiste” ma esiste il marketing che funziona e il marketing che non funziona.
Perché Ninja? Rispetto ai Samurai che godono di una scuola, di risorse e di uno status sociale di un certo tipo, i Ninja sono invece i guerriglieri del poterem devono farsi forza della loro creatività ed ingegno, non potendo contare sull’appoggio e la benedizione “istituzionale” imperiale. Alex e Mirko hanno poi elencato, sempre tramite un video, questa volta prodotto da loro, i 10 comandamenti o princìpi del marketing convenzionale;
- Dal Brand DNA al Viral DNA
- Dal target alle persone
- dallo stile di vita ai momenti di vita
- dalla Brand image alla Brand reputation
- Dalla Brand awareness alla brand affinity
- dall’advertising all ‘advertainment
- Dal Media planning al media hunting
- dal Broadcasting al narrowcasting
- dal market positioning al sense provisioning
- Dal fare Comunicazione all’ essere la Comunicazione
ed hanno elencato tutte le varianti e le sottospecie del word of mouth marketing, dal buzz, al viral, al connected marketing. Potete leggere molto di più sul sito della Word of Mouth Marketing Association (WOMMA) dove trovate anche una guida al WOMM.
Il concetto fondamentale è che si deve passare da un Brand Dna ad un Viral DNA; dobbiamo cioè progettare per la nostra azienda una strategia mirata a diffondere spontaneamente in maniera virale (prodotti, servizi, o comunicazione commerciale che di per sè già contengono la propensione genetica ad essere diffusi – da cui il termine DNA).
Alcune regole:
- progetta il viral DNA (basato sulla capacità di coinvolgimento – engagement – e non di persuasione)- persuasion)
- identifica le persone potenzialemente interessate ad esso (potenziali diffusori e portatori del virus)
- inserisci il virus nei network sociali di riferimento (seeding, inseminazione)
- agevola la diffusione incoraggiandone la partecipazione e la condivisione
ecco il video di NinjaMarketing:
Un altro esempio di buzz – viral marketing citato è stata la famosa campagna subservientchicken di Burger King; il famoso pollo servizievole che rispondeva ai comandi; in realtà c’era un DB che rispondeva a 300 azioni prestabilite.
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