Web2oltre e il Business Blogging

web2oltre.jpgContinuo il mio racconto degli inteventi a cui ho assistito  a web2oltre il 14 giugno, riportandovi i miei appunti e spunti relativi all’intervento su Marketing 2.0 di Mauro Lupi, focalizzato sui corporate e business blog. Mauro innanzitutto tiene a precisare che lui preferisce il termine “Business Blog”rispetto a quello, altrettanto popolare, di Corporate blog (cito il libro di Debbie Weil, corporate-blogging-book.png presto disponibile anche in italiano).
Quali sono i vantaggi ed i benefici per un’azienda che decide di aprire un business Blog?
Avere un Blog permette ad  un’azienda di:

  • abbassare il volume della comunicazione -> da una comunicazione strillata ad una conversazione , da un marketing imposto, intrusivo, di massa ad un marketing pull, basato sulle conversazione, (i mercati sono conversazioni è una delle 95 tesi di Cluetrain Manifesto) sullo scambio, sulla fiducia
  • ascoltare le persone -> monitorare e ascoltare  la blogosfera, ancora prima che avviare un blog aziendale permette di comprendere e scoprire il sentiment generale, la percezione che le persone hanno della nostra immagine, della qualità dei nostri prodotti o servizi, o di quelli della concorrenza
  • aprire le porte dell’azienda -> permettere non solo di scambiare opinioni, di ascoltare, di rivevere commenti e  feedback , anche negativi, ma virtualmente mettersi a nudo (naked conversations, un libro di  Shel Israel e  Robert Scoble, naked-conversations.jpgtradotto e pubblicato in italiano da IlSole24Ore con il titolo Business Blogs).
  • [ le -> sono farina del mio sacco.. per dovere di cronaca]

Ma quanti sono i blog al mondo? Qual è la dimensione di questo fenomeno?  Alcuni dati:

- circa 200 milioni nel mondo, – secondo Forrester research, di cui circa 70 milioni attivi e tracciati da Technorati) e con un tasso di crescita impressionante (raddoppio ogni 6-7 mesi negli ultimi 2 anni). 
- circa 2,1 milioni di blog attivi italiani, o meglio di blog scritti in italiano.
- l’italiano è la quarta lingua nella blogosfera (preceduta da giapponese, inglese e cinese)
- 47mila post al giorno in lingua italiana

Ma questi blog sono conosciuti, letti, visitati, seguiti? Orientano le decisioni di acquisto, influenzano le opinioni dei consumatori , la propensione d’acquisto o l’immagine di un brand?
- il 61% degli utenti Internet europei conosce i blog (il 58% in Italia)
- il 34% degli intervistati dice che non ha acquistato un prodotto perché ha letto un commento negativo su di esso
- il 54% è più propenso ad acquistare un prodotto su cui ha letto su un blog un commento positivo

Le aziende chiedono alle società di comunicazione e di marketing: ” ma i clienti cosa dicono di noi?”
Società come Edelman ,  società leader delle Public relation, stanno cercando di cavalcare l’onda del blogging ed offrendo servizi di ascolto (passivo e attivo) e monitoraggio della blogosfera per le loro aziende clienti. [Bello il discorso Me2 generation, di Richard Edelman, e tradotto da Nicola Mattina, circa 1 anno fa].
Non solo i consumatori ma anche gli opinion leader leggono i blog:

  •  il 30% degli “influencer” consultano i blog [fonte Edelman 2006]
  • - il 38% dei professionisti delle PR in Italia gestisce un Blog (ecco quello di Edelman, in realtà molto poco attivo, – sottolinea Mauro – e a ragione, [e mi dispiace per Sergio Veneziani, Vice President di Edelman Italia che ho conosciuto tempo fa ed è una persona molto in gamba]
  • - il 79 % dei PR italiani legge i blog [Fonte Euprera, marzo 2007]

Un’altra caratteristica importante è che i blog attivano la conversazione:

  • il 30% dei post ha almeno un commento [fonte Nielsen BuzzMetrics, 06/07]
  • le persone in età 16-44 per il 40% commenta un post, superiore alla media generale

Accertata dunque la valenza del fenomeno e perché è importante per le aziende capirlo, esaminarlo ed affrontarlo, Mauro si addentra nel merito della presentazione..

- il primo punto è l’ascolto: prima di pensare di avviare un blog, ascoltiamo i blog; Barilla in tal modo ha scoperto che il Mulino Bianco è considerato uno dei miti italiani degli anni ’80.
- il secondo punto è: quale tipo di blog? Cosa posso e voglio fare con i blog?
I Blog possono essere di vario tipo:

- blog aziendali: CEO Blog o corporate blog (la voce dell’azienda)
- blog tematici: blog di un esperto, blog tenuto su un argomento specifico da più persone
- blog legati ad un settore industriale: guru blog o blog industriali (da + persone)

Per non parlare delle tipologie: fotoblog, videoblog, nanoblog…

Proviamo a rispondere alla domanda cruciale: perché un’azienda dovrebbe aprire un blog?
In parte l’abbiamo già detto.. certo che :
- il consumatore online ha preso il controllo (si parla di customer empowerment) e si aspetta di poter scegliere con chi dialogare, con chi avviare una conversazione
- il consumatore desidera giocare un ruolo attivo nella co-creazione di valore con le aziende, desidera essere coinvolto nel processo di design dei prodotti, desidera sentirsi parte dei valori del brand da lui preferito
Perchè allora un Blog?

  • è un formato standard, immediatamente comprensibile e facile da navigare [don't make me think - Steve Krug]
  •  è facile da installare e da aggiornare
  •  prIvilegia del sistema dei link [che creano una rete fitta di interconnessioni che, nella maniera opportuna, agevola anche la reperibilità e la popolarità del blog e]
  •  favorisce la fidelizzazione (mi posso iscrivere ai feed rss), e la partecipazione (commenti, community)
  •  favorisce un buon posizionamento naturale sui motori di ricerca

Le 3 principali obiezioni:
- non ho tempo! (ma anche per i siti web non si aveva tempo, commenta Mauro)
- rischio di perdere il controllo della comunicazione (commenti indesiderati)
- non so come gestirlo (stile, temi, policy etc.), è rischioso
sono tutte obiezioni facilmente controvertibili – dice Mauro – l’impegno non è superiore  a quello di gestire la ns tipica comunicazione via email in azienda, anche se… a mio avviso il blog non è per tutti.. avere e gestire un blog e farlo diventare interessante, letto, credibile, — lo sanno i blogger che stanno leggendo questo post – richiede:

  •  una grande passione
  • essere credibili (costruirsi la propria credibilità)
  • essere costanti , metodici (scrivere spesso: almeno 1 volta alla settimana, forse 2 o 3)
  • gestire bene i link (linkare e farsi linkare) . No web no link.
  • Dopo una rassegna di esempi di blog italiani aziendali, sia positivi tra cui:
      Desmoblog Italicando, di Piero Bassetti,  il blog di Iwbank, - recentemente rifatto - quello di Samsung News, quello del gruppo Toscano e quello recentissimo  DuckSide di mandarina Duck, Quellichebravo, Playstation, Doretta82, BenettonTalk, FelipeMassa Blog sia negativi (EuropeAssistance ed Edelman, troppi pochi post!, per non parlare degli splogm cioè gli spam blog)

    Per finire i punti di un progetto Blog:
    -definire gli obiettivi [magari definire alcune blog metrics - aggiungo io]
    - progettare contenuti interessanti (sintetici – non come questo mio post :-) , brevi, che piacciano alle persone)
    - definire le policy aziendali (quali contenuti, il copyright,la gestione dei commenti)
    - conoscere  la blog etiquette (leggete questo post su influential marketing)

Per finire, alcune domande per i lettori:

  • Quali sono o fattori critici di successo per un  blog aziendale?
  • Chi dovrebbe scrivere su un blog aziendale? 
  • Ci deve essere necessariamente una figura carismatica in azienda afifnché un blog abbia successo?
  •  Vi sono dei settori, prodotti, marchi per cui un blog potrebbe avere maggiore senso o questo fattore non è determinante?
  • Come vincere la paura di bloggare o di avviare un blog e poi non sapere cosa scriverci?

Cosa ne pensate?

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