I dolori del giovane (?) Social media manager..

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Carissimi, vi scrivo da una Firenze sotto la pioggia; vorrei condividere con voi la bella mattinata che ho venerdì mattina, insieme ad un gruppo di Social media manager e Specialist; l’incontro, organizzato da Andrea Albanese e Gianluca Treu, è stato molto stimolante; obiettivo era interrogarci su alcuni punti chiave o critici che coinvolgono il lavoro del social media manager. In particolare:

  • Quali sono  i 5 problemi più comuni per i social media manager (ci è stato chiesto di elencare almeno 10 punti)
  • qual è l toolkit per il social media manager?
  • Confronto su metriche e obiettivi: quali sono le 5 metriche con cui viene misurato (e monetizzato) il lavoro del social media manager?
Ne è emersa una discussione molto interessante, dove tra gli altri sono emersi questi punti, alcuni sono problematiche, altre esigenze, altre ancora le chiamerei Best Practice:
  • Automatizzazione del posting: ha senso, è utile utilizzare programmi di Social media  management come Hootsuite che automatizzano il reposting su più ambienti social (es. facebook, Twitter, Linkedin)?  Qui si è aperto un dibattito; forse la risposta più corretta è: dipende… Secondo alcuni, ,l’automazione del reposting non funziona..  Riccardo Scandellari per esempio dice  che per la sua esperienza conviene  fare tutto a mano per avere un tasso di engagement più efficace
  • Conviene sempre adattare il contenuto allo specifico ambiente Social? Ci sono alcuni ambienti in particolare che non facilitano nè la condivisione  nè il reposting naturale; dalla discussione mi è parso di capire che il problema di adattamento e incompatibilità sia per esempio forte tra Pinterest e Twitter.  Molte persone, tra cui Zeno Tomiolo, che ho avuto il piacere di conoscere, poneva particolare attenzione a Pinterest; a mio avviso è un problema di temo (che è un costo) / opportunità in base al vantaggio competitivo  che l’adattamento può portare..
  • Problema di affidabilità delle statistiche e della pianificazione dei post: da questo punto di vista Pinterest sembra quello meno affidabile. inoltre la mancanza delle API rende difficoltosa l’integrazione con altre piattaforme..
  • Per chi ha inserito Instagram nel proprio social media toolkit si lamenta l’impossibilità di passare agevolmente da un account all’altro (per chi gestisce l’account di più clienti)
  • Un tema molto importante è la capacità di accedere e consultare rapidamente il Social profile dell’utente; in caso di comunicazioni di crisi, conoscere infatti in maniera rapida ed efficace, con chi si sta parlando (storia, social activity, social influence. trust e credibiilità su un determinato  argomento) può risultare cruciale per gestire una situazione delicata
  • Tra i  desiderata, sarebbe molto utile conoscere avere una vista unica del social customer: poter conoscere per esempio la sequenza  e tracciamento delle azioni/interazioni/reazioni multi canale; poter tracciare infatti che  a persona che ha aperto la mia newsletter e che poi ha fatto like su un post o è diventato Fan permetterebbe non solo di creare un profilo più accurato ma anche di valorizzare e pesare meglio il contributo di ciascuna azione e canale verso l’obiettivo ultimo della conversione.. da questo punto di vista occorrerebbe poter “pesare” tali azioni per poter clusterizzare meglio i gruppi di blogger, influencer o semplicemente fan e follower in base al loro comportamento
  • A questo proposito, Chiara Dal  Ben, di cui ho letto l’ottimo ebook su Pinterest,  che a quanto ho capito si occupa anche  di creare campagne di digital PR con blogger di settore (sopratutto nel fashion) sottolinea anche la difficoltà di identificare metriche opportune per valorizzare la sua attività.. come posso misurare e valorizzare il contributo di un blogger invitato o coinvolto in un evento? Aldilà delle metriche naturali come il conteggio dei tweet/retweet generati..
  • Un’altra esigenza emersa è  la difficoltà di ottimizzare  tempo:  come  gestire con efficacia i periodi festivi prolungati o i week-end? Molti utilizzano le piattaforme Social dal proprio smartphone o tablet (a volte sollecitati  o pungolati da clienti ansiosi..) per monitorare commenti e interazioni sui propri canali..
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 Gianluca e Andrea poi alla fine ci hanno presentato un mock-up di una piattaforma di social media management, già in fase di sviluppo avanzato chiedendoci di dare i nostri feedback.. mi sono chiesto se stanno seguendo l’approccio Lean ..per definire il MVP (Minimum Valuable Product)..
in sintesi é stata una bella occasione per conoscere a discutere su temi interessanti.  con persone come Zeno, Chiara,  Riccardo che già seguivo e conoscevo digitalmente.. Saluto anche tutti gli altri come Anna, Chiara, Amira, l’amica Federica che avevo conosciuto al Master in social media marketing dello IULM e David e chi ora  mi sto dimenticando..

Dedicherò un prossimo post sul mio punto di vista su alcuni di questi temi.

UPDATE: nel frattempo ho trovato un interessante post sul lavoro del social media Manager, pubblicato su NinjaMarketing.

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