Social Media Marketing

26 dicembre 2008 · 7 comments

in Digital Marketing,social media marketing

Sto elaborando alcuni documenti operativi per l’impostazione di un piano di Social Media Marketing. Il più grosso punto da affrontare ed auspicabilmente da risolvere è l’apparente (o evidente) contraddizione in termini tra i Social Media ed il marketing, quasi un ossimoro, potremmo dire, soprattutto se continuiamo a dare un’accezione manipolatoria, persuasiva alla parola marketing. La funzione del marketing, o meglio del processo di marketing, è principalmente quello di comprendere, analizzare, anticipare e in ultima istanza soddisfare desideri e bisogni delle persone, dotate di volto, cuore, idee, opinioni; sì, proprio quelle che un tempo erano note come target audience, da colpire senza pietà, senza guardare in faccia a nessuno…mentre ora conversano amabilmente nella blogosfera, creano contenuti sul proprio blog,  descrivono e arricchiscono il proprio profilo professionale (Linkedin) o ci raccontano quello che loro e la loro rete  di amici fa, legge, compra, frequenta, pensa, vota, ama, oppure odia (Facebook, Myspace, etc).

Ma allora se l’obiettivo del marketing è soddisfare i bisogni prima ancora che far conoscere e promuovere i prodotti ed i servizi delle nostre aziende, quale luogo migliore dei Social Media per ascoltare, comprendere, partecipare, apprendere dai membri delle community quali sono le reali problematiche, criticità, ma anche bisogni, aspettative, soluzioni disponibili, relativi ad un determinato settore o mercato.

In tutto questo sto elaborando alcuni passi- che lungi da me l’idea  che siano definitivi o sacrosanti – ci potrebbero aiutare a districarci meglio in quella intricata selva  dei Social media (i luoghi dove avvengono le conversazioni online). Ecco il processo proposto via email ad una ragazza che mi scriveva su come fare a comprendere le seguenti domande di base:

  • Si  sta conversando sui temi importanti per il mio target di riferimento, per il mio mercato di riferimento?
  • Dove avvengono tali conversazioni (Blog, community, Social network, Wiki professionali)? Con quale frequenza, intensità,  qualità, approfondimento? (
  • Quali sono le aziende/prodotti /servizi  di cui le persone (i peer) parlano + frequentemente?
  • Si sta parlando anche della mia azienda? Se sì, se ne sta parlando bene o male? E che dire delle aziende concorrenti?
  • Quali sono i nuovi influenzatori in rete? Coloro che sono ritenuti dalla(e) community i punti di riferimento in termini di reputazione, autorevolezza, credibilità?
Ecco il processo che vi propongo:
-A.  Creare una lista macro di temi generici associati alla vostra azienda e mercato in cui operate: descrivete la vostra proposta di valore, la vostra mission, elencate le parole chiave + rappresentative per il vostro settore di business.
-B.  Utilizzare i seguenti strumenti per verificare se sono temi dibattuti e oggetto di discussione nella blogosfera:
1. Technorati (www.technorati.com): motore di ricerca per blog. Consente di effettuare ricerche  basate su keyword per post, blog o url; puoi utilizzare la ricerca avanzata per raffinare le tue ricerche (http://www.technorati.com/search?advanced) e scoprire quali sono i blog che + frequentemente e con maggiore qualità ed autorevolezza parlano dei temi di interesse per la tua azienda
2. Blog Babel (http://it.blogbabel.com/), Puoi effettuare alcune ricerche ed ordinare i risultati per rilevanza o data di pubblicazione.
3. Google Blog Search (http://blogsearch.google.it/) motore di ricerca per blog. 
4. Gli strumenti di Blogpulse (http://www.blogpulse.com/tools.html); puoi usare trend search o il conversation tracker per seguire come si è sviluppata una particolare conversazione
Per avere un’idea della stabilità e dei trend delle keyphrase puoi ricorrere a Google Trends (http://www.google.it/trends ) oppure Google Insights (http://google.com/insights/search/) In particolare Google trends ti permette di valutare il volume di ricerca di + parole contemporaneamente
-C. tracciare un report siffatto:
per ciascun macrotema (ossia keyphrase), considera:
— quantità dei post
— qualità dei post: come se ne parla, qual è il livello di profondità, accuratezza
— influenza  dei blogger (quali sono i blog per es. + influenti ed autorevoli che specificatamente trattano quel tema; technorati attribuisce inoltre  un livello di authority a ciascun blog)
D. tracciare un primo report relativo alla Social Media Presence della tua azienda (compare in qualche conversazione? appare qualche concorrente o azienda di settore?) e dei suoi servizi, anche rispetto alla concorrenza. Quali attività potrebbe fare la tua azienda, come potrebbe partecipare alla conversazione collettiva per trarre benefici dalla propria presenza Social? (per approfondimenti su Social Media Optimization, potete consultare Wikipedia).
Questo processo vi sembra sensato? Come lo cambiereste o modifichereste? (certo, per fare questo ci vorrebbe una Wiki).
Con questo postone, vi saluto e vi dò appuntamento a Gennaio, dopo la Befana. Tanti Auguri di Felice Anno nuovo.  

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1 Massimo Burgio dicembre 26, 2008 alle 14:09

Interessantissimo!

Ti seguirò su questo progetto – nel frattempo tanti auguri anche a te!

Ciao,
Massimo

2 Michele dicembre 29, 2008 alle 00:44

Per una prima analisi del mercato la procedura descritta é senz’altro molto esaustiva. Il problema resta tuttavia quello di capire se il social network é il luogo ideale per chiudere il cerchio (e se si come farlo) o se é solo un luogo di ascolto. Sono molto interessato all’argomento perché una importante azienda mi ha chiesto un piccolo piano per lo sviluppo della Brand Equity in modalità 2.0. Seguirò con interesse gli sviluppi. Ciao

3 Claudio Vaccaro dicembre 29, 2008 alle 16:37

Interessante, Leonardo, un buon punto di partenza. Anche se le azioni a cui fai riferimento tu smarcano soprattutto il tema della brand reputation, non tanto l’esigenza di INCREMENTARE la brand visibility e la brand loyalty.
Diciamo che all’interno di una strategia di Social Media Marketing potremmo distinguere una serie di attività “passive” (di monitoring e tracking) e altre più attive, volte a incrementare la presenza e la discussione intorno al proprio brand/attività. Il tutto ovviamente non imponendo una proposizione commerciale (come dici giustamente tu) ma stimolando conversazioni ed engagement.
Tra le altre cose vedo il social media marketing come UNA delle possibili attività all’interno di una più ampia strategia di Marketing 2.0 o conversazionale, a sua volta inclusa in una più ampia ancora strategia di Marketing multicanale. E’ un discorso lungo, meriterebbe un post, in ogni caso ho provato a sintetizzare un po’ di aspetti qui http://www.socialware.it/social-media/marketing-20-visione-strategia-strumenti

Ciao e grazie per il passaggio anche nel mio blog!

4 Leonardo Bellini dicembre 30, 2008 alle 11:01

Ciao Claudio, sono d’accordo con te; il processo da me descritto vuole essere solo il punto di partenza, l’analisi della situazione attuale in termini di reputazione e del livello di conversazione, di engagement,del proprio mercato (i mercati sono conversazioni, ma non tutti ancora conversano allo stesso modo..). A questa analisi a mio avviso dovrebbero seguire la definizione degli obiettivi legati ai Social Media(tra quelli che citi tu, incrementare la brand loyalty e il brand engagement ed una strategia integrata 2.0.. ora mi leggo il tuo post:-)

5 Jose gennaio 13, 2009 alle 12:16

Ciao Leonardo, a quelle domande nella parte principale del post aggiungerei: La mia azienda fa qualcosa di utile per avere successo sui social media? Con questa aggiunta mi lego un pò alle parole di Claudio. E’ utile la fase di monitoraggio ma ancora più utile una fase di preparazione attiva della società che vuole monitorare il suo successo o insuccesso sui social media.
A questo proposito ti linko cosa ho scritto e attendo tue critiche e commenti: http://www.digitalmarketinglab.it/dm/social-media-marketing

6 Jose gennaio 13, 2009 alle 12:16
7 Leonardo Bellini gennaio 13, 2009 alle 12:30

Ciao Jose, ho letto il tuo post ed ho inserito direttamente un commento; sono d’accordo con te: non basta la presenza ma ciò che conta è la partecipazione. Emerge ancora una volta che essere presenti senza prendere parte attiva alla conversazione non ha alcun senso, anche se come succede ad un cocktail party, prima di partecipare bisogna ascoltare, capire.. di cosa si sta parlando, qual è il tono della conversazione, qual è il livello di confidenza ed il clima che si è instaurato tra gli interlocutori.. Le aziende sono pronte a questo? Sono culturalmente preparate, sono disposte ad aprirsi al dibattito, a mettersi in gioco, ad esporsi ad eventuali critiche? Prima o poi, giocoforza, lo capiranno, ma ci vorrà un po’ di tempo.. nel frattempo le aziende + innovative avranno preso il largo..

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